La scena musicale dell’Arabia Saudita ora è in documentario

VI parliamo di un curioso documentario che racconta la storia della nascita della scena elettronica underground in Arabia Saudita e come, dopo anni di restrizioni culturali e sociali, il paese stia vivendo una vera trasformazione attraverso la musica.

Sappiamo bene come il fenomeno EDM sia nato ed evolutosi tra Europa e America, poi esploso anche in Asia, ma cosa è accaduto in Medio Oriente? Ora c’è un documentario che ci racconta tutto: CUE: The Untold Story of Saudi’s Music Scene.

Courtesy of MDLBeast

Per molti anni in Arabia Saudita la musica pubblica, i party misti e la cultura del clubbing sono stati fortemente limitati. Alcuni protagonisti raccontano che non si poteva ascoltare musica nei locali, nei ristoranti o organizzare eventi senza rischiare problemi con le autorità o con la polizia religiosa.

Nonostante questo, una generazione di giovani sauditi ha continuato in segreto a coltivare la passione per house music, DJing e nightlife. Organizzavano party clandestini in ville private, case con piscina e location nascoste, selezionando attentamente gli invitati tramite reti private e social network.

Il documentario mostra come questi pionieri abbiano creato una scena autentica dal nulla, affrontando il giudizio sociale, la paura di arresti o raid durante questi party, ma vivendo anche la mancanza di locali ufficiali e trovandosi spesso in famiglie conservatrici. Insomma, poca opportunità artistica a 360 gradi.

Molti di loro si sono ispirati a città come New York, Los Angeles e alla cultura house occidentale, portando in patria vinili, mixer e nuove idee.

Ma qual è stato il punto di svolta? 

Con i cambiamenti recenti guidati dal nuovo corso saudita, la situazione cambia radicalmente: c’è una maggiore apertura culturale, più eventi pubblici e supporto ai giovani. È così che lentamente nasce l’industria del divertimento, dell’entertainment e avviene quella che nel documentario viene descritta come la rivoluzione generazionale.

Più volte sul nostro sito vi abbiamo parlato di MDLBeast Soundstorm, accreditandolo come uno dei maggiori festival del pianeta. Proprio in questo documentario, possiamo capire come la nascita di questo festival abbia contribuito alla rivoluzione generazionale di cui abbiamo parlato prima.

Il Middle Beast (oggi noto globalmente come MDLBEAST Soundstorm) è diventato, per chi aveva vissuto i party illegali, per chi si era dovuto nascondere e per chi non poteva divertirsi al ritmo di Dance music, una mecca vera e propria. Oggi è un festival con decine di artisti internazionali, migliaia di persone che provengono da tutto il mondo, palco enorme e ovviamente DJ sauditi ufficialmente in lineup

Era qualcosa di impensabile. Ora è realtà. Per molti questo evento è un momento storico.

“It is a revolutionary act. Never did I expect this to happen in my lifetime.”

In “CUE: The Untold Story of Saudi’s Music Scene” si intuisce come la musica sia una via di fuga, identità personale e forma di espressione. Religione e musica possono convivere con rispetto reciproco e ci si può aprire ad un nuovo ciclo culturale. Del resto, lo sappiamo e lo abbiamo detto più volte, la musica è un linguaggio universale: niente colore, niente politica, niente barriere.

“No boundaries, no politics. Put everything behind you and just have fun.”

 

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio